Torino – Pechino, tappa 2: Vienna

Diario della tappa Austriaca del nostro viaggio, tra Palazzi imperiali, Schnitzel e Irrigatori magici

Come vi dicevo, a Vienna ci siamo arrivato ai minimi termini. Sfatti di caldo, sudati, puzzolenti e dopo una nottata drammatica. Ma in questo senso siamo piuttosto bravi a fare buon viso a cattivo gioco. Sono cose di cui si ride facilmente, dopotutto primo, sapevamo benissimo che ci saremmo trovati in situazioni simili, e secondo, come si suol dire “hai voluto la bicicletta?”.

La stazione di Vienna è un concentrato di High Tech niente male, ma un po’ troppo dispersiva, alcuni binari sono su livelli diversi, non è così facile orientarsi. Ogni binario ha delle sezioni, per cui alcuni treni addirittura partono dallo stesso binario contemporaneamente, ad esempio lungo il binario 11 si trovano le sezioni A, B, C, D, eccetera. Ci sono due treni parcheggiati, uno dalla A alla C, uno dalla D alla E. Uno va a Praga, l’altro va a Bratislava.

Stephansdom

 

Stephansdom, Interno

Dalla stazione prendiamo la metro fino a Stephanplatz, il cuore della città dove si erge il bellissimo Duomo di Santo Stefano, la principale chiesa della città.

Avendo poco tempo a disposizione, seguiamo un anello che ci avrebbe fatto passare davanti a tutte le principali attrazioni del centro storico. Arriviamo quindi nei presis del bellissimo Municipio, il Rathaus, dove vediamo allestito un enorme cinema all’aperto. Capiamo che si tratta di un festival vero e proprio, con ristoranti etnici dei 4 angoli del globo. Ci pareva strano mangiare indiano a Vienna, e per coerenza ci siamo rifugiati in un immortale accoppiata birra-bratwurst, che nei paesi germanici non si sbaglia mai.

Passiamo poi davanti al parlamento, un edificio splendido, e infine davanti a Hofburg, il palazzo imperiale. Anche qui fa un caldo atroce, non fosse per un piacevole e leggero venticello. Motivo per cui del palazzo ce ne frega poi relativamente…molto più interessanti gli irrigatori nei prati antistanti la reggia. In un impeto fricchettone ci tuffiamo nel getto d’acqua, e posso assicurarvi che è stata la migliore idea avuta fino a quel momento. La giornata è come ricominciata.

Lungo il nostro giro finiamo poi per imbatterci in una bellissima stauta di Mozart, preceduta da un aiuola con i fuori messi a forma di chiave di violino. Del resto se c’è una cosa che in Austria è valorizzata, da sempre, è la musica. Avendo una tradizione di musica classica tra le più importanti del mondo, Vienna (e tutta l’Austria in generale) fa di tutto per onorarla e celebrarla, organizzando festival, rassegne, eventi musicali di ogni genere in ogni stagione. In questi giorni c’è un festival di danza classica di importanza internazionale, ad esempio, ma lungo tutta l’estate, da qui a Salisburgo è un continuo fiorire di eventi e concerti di qualità estrema.

Statua di W.A.Mozart

Voi direte “eh ma anche l’Italia non scherza, come tradizione musicale non abbiamo niente da invidiare a nessuno”. Ecco appunto. Chiedetelo ai musicisti che escono dal conservatorio e son costretti a venire qui, o nel resto d’Europa, o negli Stati Uniti, per poter lavorare, e fuggire dal dialogo-tipo delle loro vite

“che lavoro fai?”
“Il musicista”
“No, no, dico, di lavoro!!”

Prendiamo quindi la metro per uscire dal centro e andare visitare il castello di Schönbrunn, la sede di quello che fu l’impero Asburgico. Bisognerebbe dedicare un giorno a visitare un posto così, per scoprirne gli interni, i giaridni, lo zoo, e il labirinto. Noi ci limitiamo a sentirne il profumo, la ghiaia di giardini, e a vedere il panorama dalla collina di fronte, seduti su  una panchina all’ombra a scrivere i nostri diari.

Vienna, in ogni sua strada ha un sapore regale e un’eleganza che si trovano in poche città al mondo. A volte ti mette quasi in soggezione. E’ qui che iniziamo a capire il senso di questo viaggio, vedere il mondo cambiare passo dopo passo. Ieri eravamo a Venezia, e già è cambiato tutto. Vienna ha un’eleganza che Venezia non può nemmeno immaginare, così come il fascino della Serenissima non può che essere sfiorato dalla forse eccessiva serietà della capitale Austriaca.

Siamo appena partiti, davanti a noi, ci sono ancora centinaia di sfumature di mondo, e non vediamo l’ora di vederle dissolvere una dentro l’altra. Questa sera Schnitzel e birra, in pieno stile Viennese, poi nanna presto per recuperare le sofferenze del Venezia-Vienna, e domattina sveglia presto.

Alle 7 parte il treno per Praga.

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